Leva Finanziaria, cos'è e come funziona?
- Luigi Matarazzo,  15 Mar 2019

Se la settimana scorsa abbiamo parlato di crisi, oggi discutiamo di uno degli elementi che più di tutti contribuì a moltiplicare l’impatto della stessa nell’economia degli istituti finanziari, la leva finanziaria. 

Semplifichiamola e analizziamo benefici e svantaggi. 

Innanzitutto, cos’è?

La leva finanziaria è una forma di debito, con cui un operatore può acquistare e vendere un volume maggiore di un prodotto finanziario spendendo solamente una parte del capitale necessario per acquistarlo fisicamente.

Il capitale rimanente lo presta il broker che stabilisce il rapporto tra il capitale totale e quello necessario in base al prodotto finanziario che si scambia.

Avendo la possibilità di scambiare più volume, si ha la possibilità di avere più guadagni dalle operazioni effettuate rispetto a un ordinario investimento senza leva. Tuttavia, i rischi che si incorrono sono molto maggiori. 

Questa forma di debito che si utilizza nelle operazioni di trading ha un interesse e, solitamente, un margine. Vedremo entrambi successivamente. 

Prima, un esempio per capire:

- Senza leva finanziaria

Vogliamo acquistare 100 barili di petrolio greggio a €50 per unità. Ci servono €5.000 per poter effettuare l’operazione. Paghiamo. Dopo un mese il prezzo del petrolio è aumentato a €55 al barile. Vendiamo i barili al prezzo corrente e otteniamo €5.500, realizzando un profitto di €500 sul nostro investimento, cioè il 10% dell’investimento iniziale.

- Con leva finanziaria 

Stessa situazione. Con l’utilizzo della leva finanziaria, invece di pagare €5.000, abbiamo la possibilità di comprare 100 barili usando solamente €500. Paghiamo. Dopo un mese il prezzo del petrolio è aumentato a €55 al barile. Vendiamo i barili al prezzo corrente e otteniamo gli stessi €5.500, realizzando un profitto di €500, poiché il broker si riprende ciò che ci ha prestato, cioè €4.500. Tuttavia, facendo i conti, scopriamo di aver realizzato il 100% dell’investimento iniziale. 

Ok… sembra interessante. Ma dov’è la fregatura?

Ovviamente, quello che puoi perdere è proporzionato alle possibilità di guadagno.

Nel primo caso, se il prezzo del petrolio greggio scende a €45 per barile dopo un mese e noi vendiamo le nostre unità, avremo realizzato €4.500 e una perdita di €500 (€5.000 - €4.500), cioè una perdita percentuale del 10% sul capitale investito. 

Nel caso di utilizzo di leva finanziaria invece, avremo venduto sempre €4.500, e realizzato una perdita di €500, che, guarda caso, è il 100% del capitale investito. 

Ora, non finisce qui. Se il prezzo del petrolio greggio scende a €40, cosa succede?

Nel primo caso, perdiamo il 20% dell’investimento iniziale.

Nel secondo, perdiamo il 200%. Cioè, siamo in debito con il broker di €500, che dobbiamo prontamente depositare nel conto nel giro di poche ore/giorni. 

Ora, nel caso suddetto, abbiamo utilizzato una leva finanziaria del 100:1, che è piuttosto pesante. Tuttavia, piattaforme di trading comuni che operano nel FOREX (cioè il mercato delle valute) solitamente hanno accesso a questi livelli di leva e anche maggiori, come 200:1 fino a un massimo di 1000:1 (raro). Le banche utilizzano una media di 20:1 per le loro operazioni di trading e hedging.

Capite che senza le dovute precauzioni e comprensione di ciò che si sta facendo, queste operazioni non sono sostenibili e mettono in serio pericolo il vostro capitale. 

Nell’esempio inoltre non stiamo tenendo conto di interessi e del margine. 

L’interesse è semplicemente ciò che pagate per poter accedere alla leva finanziaria. Maggiore percentuale di leva, maggiore interesse, perché il broker ti presta più soldi e quindi aumenta il rischio anche per lui. 

Il margine è veramente ciò per cui i broker amano fare il proprio lavoro. Per poter accedere alla leva infatti in un determinata transazione, è richiesto un livello di margine per poter operare. 

lI margine è un requisito che il broker chiede, una forma di garanzia, cioè un ammontare minimo in denaro che devi avere depositato nel conto di trading, sotto il quale non è possibile scendere. Ciò serve per dare sicurezza al broker che potrai provvedere ad eventuali perdite. 

Il margine è calcolato in base ai lotti standard. Ad esempio per poter operare nel FOREX, il lotto standard è di $100.000, il che significa che non si possono comprare lotti inferiori, ad esempio da $10.000. 

Quindi:

Vogliamo operare nel FOREX e precisamente nel EUR/USD. Sappiamo che comprare un lotto (il minimo) costa $100.000. Usando una leva 100:1, qual è il margine richiesto dal broker?

Il margine richiesto è: $100.000/100= $1.000

Questo significa che nel mio conto ci dovranno essere sempre $1.000 se voglio continuare ad operare. Se vado in perdita e sforo il margine, sono in “margin call” e devo depositare altri soldi per tornare a $1.000.

Quindi non solo ho perso soldi, ma devo anche depositarne altri per rimanere dentro al margine. 

Inoltre, il livello di margine si muove in base alle transazioni che si effettuano, alle posizioni aperto e all’andamento dei titoli. Quindi il margine non è stabile e da $1.000 aumenta in base agli andamenti delle operazioni. 

Ora, immaginate cosa può significare fare trading con cifre più alte di queste. Ci sono margini che superano i milioni e broker che guadagnano moltissimo denaro solamente in questo modo. Ovviamente, chi prende più rischi è il trader che utilizza la leva, che rischia durante le sue operazioni di dover mettere altri soldi per poter continuare ad scambiare titoli. 

Tuttavia, la leva finanziaria non è sempre rischiosa. Se usata nel giusto modo, un basso livello di leva finanziaria può addirittura aggiustare il rischio di un portafoglio ben diversificato. 

Infatti, la cosa più importante da considerare quando si pensa alla leva finanziaria è la volatilità. Ovviamente, la volatilità è altissima quando si fa trading proprio a causa della leva finanziaria astronomica che si usa. 

Un’alta volatilità implica che esiste una maggiore esposizione agli alti e bassi dell’andamento di un titolo. Quindi maggiori esposizioni ai guadagni e alle perdite nel breve periodo. 

Nel trading, questo significa che il margine può essere sforato molto facilmente, anche se la situazione di perdita è temporanea. Quindi spesso si è costretti a rientrare nel margine anche se non si ha intenzione di chiudere determinate posizioni, o se si hanno alcune posizioni aperte profittevoli. 

In un portafoglio diversificato correttamente da un professionista, l’utilizzo della leva viene invece utilizzato per riequilibrare il rischio, aumentandolo marginalmente per produrre rendimenti totali superiori nel suo portafoglio. Ma questo sarà argomento di future discussioni, più mirate e approfondite. 

In conclusione, se siete investitori individuali (e non traders professionisti, appunto) la leva finanziaria non fa per voi. Lasciatela stare. 
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Luigi Matarazzo
Luigi è un financial coach specializzato in materia di investimenti. Lavora con chiunque decida seriamente di cambiare la propria situazione economica ed ottenere libertà finanziaria. La sua mission è insegnare l'importanza di una corretta gestione del denaro ai propri clienti e supportarli nella realizzazione dei propri obiettivi nel lungo periodo.
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